Il cervello riconosce gli oggetti tramite il tatto!

Cervello stimoli tattili Cervello stimoli tattili Credits by: Pixabay
La ricerca porta costantemente a nuove scoperte ma quando riguardano il cervello sono sempre novità emozionanti. Lo studio dell'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’Università svedese di Lund, coordinato da Calogero Oddo e Henrik Jorntell dimostrano infatti che il cervello riconosce gli oggetti mediante il tatto.

Lo studio e le applicazioni

Udaya Rongala, dottorando della Scuola Superiore Sant'Anna, nel suo periodo di specializzazione in Svezia presso il laboratorio diretto dal Prof. Henrik Jorntell è riuscito a creare un modello matematico confermando che il cervello "apprende" tramite il tatto. lo studio è stato finanziato dalla Commissione Europea e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur).

studio cervello scuola superiore sant anna pisa

Credits by: santannapisa.it

Nello specifico il modello matematico sviluppato riguarda i neuroni e una particolare zona del cervello, il nucleo cutaneo. Qui vengono ricevuti gli stimoli tattili dagli oggetti toccati e grazie a questo modello è stato possibile simulare l'apprendimento celebrale che "impara" cose sull'oggetto toccato acquisendo sempre di più informazioni sensoriali tramite l'esperienza. Dichiara infatti Alberto Mazzoni, esponente dell'Istituto di Biorobotica della scuola superiore sant'Anna di Pisa: "Con l'esperienza i vari neuroni si differenziano specializzandosi ognuno nel riconoscimento di una specifica proprietà degli oggetti. Il risultato è che alla fine dell'apprendimento è molto più facile distinguere i vari oggetti toccati".

Le applicazioni di questo studio sono molteplici e svariano dal machine learning alle protesi artificiali: 

scoprendo come funziona il nostro cervello sarà più facile elaborare delle macchine pensanti simili e lo studio e lo sviluppo delle protesi bioniche invece si aprirà a nuove frontiere.

Calogero Oddo, co-direttore dello studio dice: "questa ricerca getta nuova luce sui meccanismi di apprendimento del cervello, in particolare del Nucleo Cuneato, e può portare in prospettiva allo sviluppo di protesi bioniche avanzate, e chip e sistemi di intelligenza artificiale bioispirati".

Lo studio è divenuta scoperta internazionale ed è stata pubblicata sulla rivista Frontiers in Cellular Neuroscience.

Scuola superiore Sant'Anna e studi sulle protesi: non è la prima volta

Già nel 2015 grazie al progetto quadriennale DeTOP (Dexterous Transradial Osseointegrated Prosthesis with neural control and sensory feedback) i ricercatori della Sant'Anna avevano messo appunto una protesi artificiale bionica avanzata dove un dito bionico tramite il polpastrello restituiva il senso del tatto in maniera artificiale trasmesso poi alle terminazioni nervose della pelle, imitando così il comportamento dei recettori nervosi che si trovavano sui polpastrelli. Insomma, l'ultima scoperta è solo il coronamento di un lavoro lungo e proficuo su questo argomento.

 

 

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