Tumore al seno: le donne hanno davvero capito che la prevenzione è la miglior cura?

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Il tumore al seno colpisce 1 donna su 8 nell'arco della vita e nonostante i grandi traguardi raggiunti dalla medicina, continua ad essere la prima causa di mortalità per tumore nelle donne. Ho deciso di scrivere questo articolo provocatorio perché in questo ultimo mese abbiamo visto tante ragazze mettere nastri rosa come immagine profilo su Facebook o su WhatsApp, ma quante di loro hanno realmente sfruttato il mese di ottobre, mese della prevenzione oncologica del tumore al seno? E quante di loro sanno realmente in cosa consiste la prevenzione?

Il seno è una delle parti più belle del corpo di una donna, oltre che una delle parti più importanti per le sue caratteristiche funzionali. Si pensi ad esempio all'importanza che ricopre per l'allattamento dei neonati. Per questi motivi la salute del seno non deve essere trascurata, ed è fondamentale per tutte le donne conoscerne l’anatomia e soprattutto le cure e i trattamenti che si possono eseguire nel caso di diagnosi di tumore al seno.

Cos'è il tumore al seno?

Il tumore al seno è una malattia dovuta alla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in cellule maligne. Queste acquisiscono la capacità di infiltrare i tessuti e gli organi circostanti annidandosi e formando metastasi.

I più frequenti tumori al seno nascono dalle cellule ghiandolari (dai lobuli) o da quelle che formano la parete dei dotti, ma si possono formare in teoria anche da tutti i tipi di tessuto del seno.

I tumori al seno possono essere benigni o maligni. I tumori benigni (noduli chiamati fibroadenomi o cisti), sono molto più frequenti di quelli maligni. In genere non evolvono quasi mai nella forma pericolosa, ma poiché sono soggetti alle variazioni ormonali, occorre tenerli sotto controllo. I tumori maligni invece, vengono definiti carcinomi. I carcinomi al seno possono progredire o dare metastasi e quelli più pericolosi, definiti “infiltranti”, possono invadere gli altri organi, sia quelli prossimi al seno sia quelli distanti. Le cellule maligne possono diffondersi e danneggiare pertanto anche il circolo sanguigno e quello linfatico.

Gli strumenti della prevenzione

L'autopalpazione eseguita con regolarità ogni mese e l'osservazione del proprio seno sono i primi passi verso la prevenzione, ma molti sono gli strumenti di diagnosi precoce a disposizione delle donne, tra i quali la mammografia, l'ecografia e la risonanza magnetica.

È l'età a dettare i tempi e la modalità della prevenzione oncologica. Vediamo quali sono.

- Tra i 20 e i 40 anni

Una visita annuale del seno dal ginecologo o da un medico esperto è da segnare sul calendario.
La struttura del tessuto mammario in questa fascia d'età è troppo densa e una mammografia non è raccomandata. In casi particolari, come in caso di familiarità o di scoperta di noduli sospetti, gli strumenti a disposizione sono mammografia, ecografia o biopsia (agoaspirato) del nodulo sospetto.

- Tra i 40 e i 50 anni

Una mammografia con cadenza annuale è consigliabile, soprattutto per le donne con presenza di casi di tumore del seno in famiglia. Una ecografia può fornire maggiori informazioni, qualora il medico curante le ritenga necessarie all'indagine diagnostica.

- Tra i 50 e i 60 anni

In questa fascia di età aumenta notevolmente il rischio di sviluppare un tumore del seno, pertanto il controllo mammografico annuale è obbligatorio per tutte le donne, anche per quelle che non hanno casi di tumore del seno in famiglia.

- Dopo i 60 anni

La vita media si è allungata e tra i 50 e i 60 anni e il rischio di sviluppare un tumore al seno in questa fascia di età raggiunge il suo massimo. Poichè si possono ottenere buoni risultati anche in pazienti anziane, una mammografia ogni due anni, almeno fino ai 75 anni, è consigliabile.
Anche altre tecniche diagnostiche sono utili come conferme nella diagnosi precoce di un tumore della mammella. Tra queste è importante citare la TC (tomografia computerizzata), la risonanza magnetica, la PEM (una tomografia a emissione di positroni – PET specifica per le mammelle) e un nuovo esame già definito il Pap-test del seno.

La Campagna Nastro Rosa

Il mese di Ottobre è il mese della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori alla mammella da ben 21 anni. Questa iniziativa, nota con il nome Campagna Nastro Rosa è stata ideata nel 1989 negli Stati Uniti da Evelyn Lauder. Dagli Stati Uniti la Campagna è stata poi esportata in tutto il mondo con l'obiettivo di promuovere la cultura della prevenzione oncologica e di sensibilizzare l'universo femminile sulla necessità di eseguire opportuni esami routinariamente per prevenire il tumore al seno e per la sua diagnosi precoce.

In tutto il mondo, nel mese di Ottobre, vengono realizzate diverse attività per rendere visibile ed efficace al pubblico femminile il messaggio sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella.

La Campagna è stata opportunamente pubblicizzata anche in Italia, e 397 sono stati e sono, per ancora qualche giorno, gli ambulatori LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) a disposizione per visite senologiche e controlli diagnostici clinico-strumentali gratuiti.

Ma quante donne realmente si sono sottoposte ad una mammografia o semplicemente hanno fatto una visita di controllo? Parlo soprattutto delle donne nella fascia d'età compresa tra i 25 e i 35 anni, tra le quali ci sono anche io. Abbiamo tinto di rosa le nostre immagini “social”, ma abbiamo dato la giusta importanza alla Campagna Nastro Rosa? Io stessa non ho sfruttato il mese della prevenzione, e sono sicura che, come me, molte altre donne, pensando di non esserne coinvolte perché ancora troppo giovani, non hanno eseguito una visita senologica GRATUITA.

Il tumore al seno è un killer, il seno è a rischio a 20, 30, 40 e 50 anni. Lo studio, la carriera, la famiglia e mille altre cose assorbono a volte completamente la vita della donna, che spesso dimentica quanto sia importante la salute. “Sto bene non ho bisogno di andare dal medico”, quante di voi non fanno altro che ripeterselo? E mi rivolgo anche al pubblico maschile, quante volte la vostra donna, vostra sorella, vostra madre o una vostra amica, vi dice di “star bene” senza realmente averne coscienza ed esserselo sentito dire da un medico?

Il tasso di mortalità per tumore al seno è in diminuizione proprio perché si sta diffondendo la cultura che la miglior cura è la prevenzione costante e accurata, ma c'è ancora molto da fare.
Donne, segnate sul calendario una giornata da dedicare alla vostra salute. Se non potete ad Ottobre, fatelo in qualsiasi altro momento dell'anno, ma prendetevi un appuntamento annuale per volervi bene.

Non solo Ottobre, non solo nastri rosa per ricordarci dell'importanza della salute del seno femminile e che la prevenzione ci salva la vita.
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