Gli accelerometri dei nostri smartphones come contributo sociale alla ricerca

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Ogni smartphone moderno è dotato di un accelerometro in grado di rilevare i nostri movimenti, utili per vari scopi funzionali ed applicativi, sia hardware che software.
Ad esempio, l'uso più semplice che se ne può fare è quello di rilevare l'orientamento del dispositivo nelle nostre mani verticale/orizzontale, e quindi adeguare la visuale dello schermo automaticamente non appena l'utente ruota il dispositivo.

Negli ultimi anni l'importanza di questi sensori è cresciuta notevolmente, questo perché, accanto alle tradizionali applicazioni in ambito scientifico ed aerospaziale, si è sviluppato il loro uso in molti campi dell'elettronica di consumo. Con il moltiplicarsi delle applicazioni, sono accresciute anche le tipologie di questi strumenti, e oggi se ne possono contare decine di tipi, ognuno con caratteristiche funzionali e costruttive differenti.

Ultimamente alcuni studiosi hanno pensato che potrebbero essere impiegati anche per vari studi su scala sociale, come ad esempio il monitoraggio di eventi sismici, la sicurezza, la privacy e le abitudini degli utilizzatori, fino ad arrivare ad aiutare la pianificazione del trasporto pubblico e del traffico urbano.

Alcuni studi hanno già dimostrato che la raccolta di informazioni tramite un accelerometro, sull'utilizzo degli smartphone, può rivelare diverse informazioni sul proprietario, fino addirittura ad identificarlo e riuscire a distinguerlo da un altro utilizzatore. Molte informazioni potrebbero, ad esempio, essere utilizzate per scopi di marketing, sia per produrre applicazioni per determinate nicchie di mercato che nel proporre specifiche applicazioni che si rivelano adatte all'utilizzatore.

Attualmente, l'attenzione si sta concentrando sul potenziale ruolo che gli accelerometri, potrebbero avere nella violazione della privacy. I ricercatori vogliono saperne di più su come questi sensori possano aumentare i rischi di sicurezza (o esserne causa). Un team della Stanford University, infatti, ha scoperto che grazie ad un accelerometro ed una app installata sullo smartphones, è possibile identificare il dispositivo in pochi secondi e continuare a tenerne traccia, ed addirittura a fornire informazioni sul PIN o le modalità di protezione e sblocco (questo può tornare sicuramente utile agli inserzionisti pubblicitari assetati di informazioni sulle modalità e gli stili di utilizzo, in modo da plasmare la loro offerta). Tutto questo, sfortunatamente avviene all'insaputa dell'utente.

All'Università di Helsinki, alcuni ricercatori, invece, hanno sviluppato alcuni metodi per estrarre informazioni in base a come ci si sposta in città e con quale mezzo, sempre utilizzando come sensore un comune accelerometro. Lo studio ha evidenziato come l'utilizzo degli smartphones varia (o può variare) a seconda del luogo di interazione, riuscendo addirittura a rilevare, con circa l'80% di precisione, il tipo ed il mezzo di trasporto (auto, autobus, tram, metropolitana, a piedi...).

Questo studio, chissà, può aiutare gli sviluppatori a creare applicazioni appositamente studiate, ad esempio per gestire in modo migliore il traffico stradale, o avvisare gli utenti di eventuali anomalie nel traffico come incidenti o rallentamenti, semplicemente condividendo informazioni sull'utilizzo del proprio smartphone in tempo reale.

Ora, non spaventiamoci, certo dopo aver letto tutte le modalità possibili di estrazione, manipolazione ed archiviazione delle informazioni, solo grazie ad un minuscolo dispositivo come l'accelerometro, ci sentiremo più osservati di quanto non lo siamo già, è solo questione di consapevolezza. Ad ogni modo, si tratta solo di studi di ricerca che hanno fini buoni, e non malvagi, se qualcuno già adotta queste tecniche in modo illecito probabilmente non lo sapremo mai.


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