Un Robot negli ospedali contro l'Ebola

EbolaBot EbolaBot
Una società di produzione di dispositivi medici con sede a San Antonio, chiamata Xenex, ha sviluppato un robot in grado di uccidere molti virus usando impulsi di luce ultravioletta. Il robot, chiamato "Piccola Moe," o "Ebolabot" elimina ogni virus di una stanza in solo cinque minuti.

L'EbolaBot è una lampada UV su ruote ed è l'anteprima di nuove ed evolute tecniche di difesa contro il virus. Il dispositivo è stato realizzato da Xenex e attualmente combatte contro tutti i virus e i batteri in circa 250 ospedali americani. 



Il "Little Moe" è un robot automatizzato con un collo allungabile che contiene una lampadina speciale che spara 1,500 impulsi UV-C al secondo in tutte le direzioni, fondendo il DNA dei microrganismi. Visto che i raggi UV-C possono danneggiare l'occhio umano, il robot è stato progettato per essere collocato in una stanza vuota e azionato a distanza. L'Ebolabot è solo uno di una miriade di progetti e proposte nate per contribuire ad arginare la diffusione incontrollata dell'Ebola.

Ad oggi, più di 7.000 persone sono contagiate, quasi tutti dei quali in Africa occidentale, e almeno 3.500 sono morte (questi numeri sono ampiamente sottostimati). Il numero di persone infettate con la malattia raddoppia ogni 20 a 30 giorni.

L' Ebola è una malattia virale che si diffonde da uno stretto contatto tra i fluidi corporei come il sangue, il vomito o la diarrea. Nel 60/90% dei casi, la persona infetta muore.

Il mercato dei servizi di decontaminazione a distanza sta prendendo piede in molti paesi in quanto l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha spiegato la situazione attuale con una parola: "Inevitabile!".

Nell'ultimo periodo si sta pensando di adottare la procedura della decontaminazione liquida, che probabilmente avrà un posto nella seconda versione dell'Ebolabot, magari usando l'ossido di etilene, o etossido (EtO) che attualmente, data la sua pericolosità, è usato soprattutto in ambito ospedaliero.


Xenex EbolaBot
Dal punto di vista dell'informazione, siamo ad un punto critico perchè la gente continua a fare domande alle autorità competenti con scarsissimi risultati. La diffidenza sta superando la soglia limite e la politicizzazione della situazione è ormai inevitabile. Tuttavia le autorità mondiali continuano a dichiarare che non c'è nessun motivo per vietare i viaggi e che bloccare i voli, può anche sembrare il modo migliore per prevenire un'epidemia, ma nel lungo periodo risulterebbe una soluzione insostenibile.

Un'idea potrebbe essere quella di inserire gli Ebolabots in luoghi al di fuori dell'ospedale. Chiaramente nessuno spera di arrivare a questa situazione in quanto sarebbe un chiaro segno dell'inizio di una pandemia, ma al momento non si ha una cura per l'Ebola e i farmaci contro questo virus scarseggiano.

Ad oggi le trasfusioni di sangue sembrano migliorare le possibilità di recupero dei pazienti infetti, suggerendo che forse gli anticorpi contro la malattia possono essere trasferiti da una persona all'altra. Il britannico sopravvissuto all'ebola, William Pooley  ha donato il suo sangue per la ricerca di un vaccino.

Speriamo bene...

Read 1864 times
Go to top