Trasferita la mente di un Verme all'interno di un Lego Robot

Immagine del C. elegans Immagine del C. elegans C. Marks e D.H.H.Hall
Immaginate di poter trasformare in digitale tutti i segnali elettrici del cervello, magari rendendo possibile caricare pensieri, emozioni, esperienze e conoscenze in un unico computer, ottenendo così l'immortalità digitale...
Beh il primo passo è stato fatto: un team di scienziati è riuscito a trasferire il cervello di un Verme all'interno di un robot.

Sembra fantascienza, eppure il concetto di emulazione del cervello ha una storia lunga e gli scienziati lavorano a progetti di questo tipo da moltissimi anni. Solo recentemente però ci sono state delle iniziative, da parte di Stati Uniti e Unione Europea, che promettono di accelerare gli studi sul cervello più o meno allo stesso modo in cui avanzano quelli sulla genomica avanzata del Progetto Genoma Umano

Circa 85 miliardi di singoli neuroni formano il cervello umano, e ciascuno è collegato a 10.000 conduttori di impulsi chiamati assoni e dendriti. Il segnale che arriva sotto forma di impulso elettrico percorre l'assone generando una depolarizzazione a livello delle sinapsi a causa dell'apertura di piccoli canali per il calcio. La somma di tutti questi segnali che codificano le informazioni e permettono al cervello di elaborare gli input, formano delle associazioni mirate ad eseguire i comandi.
Molti neuroscienziati ritengono che l'essenza di ciò che siamo, dei nostri ricordi, delle emozioni, della personalità, delle predilezioni, e anche delle nostre coscienze, sia raccolta in quei modelli.

Così, un gruppo di scienziati, iniziando uno studio avanzato partendo dagli ascaridi Caenorhabditis elegans, ovvero delle creature la cui genetica e il sistema nervoso sono molto semplici, hanno creato un progetto - "OpenWorm" - che è riuscito a mappare le connessioni tra i neuroni dell'ascaride e a simularli in un software. L'obiettivo finale del progetto è quello di mappare completamente il cervello del Caenorhabditis elegans e renderlo un organismo virtuale.
 
Grazie a questi studi, ora esiste il primo LegoBot con delle reti neuronali: i neuroni del verme sono stati sostituiti da un sensore sonar sul robot. I neuroni motori (o efferenti) del "worm" corrispondono ai motori di sinistra e di destra del robot.

Chiaramente la simulazione non è esatta in quanto il programma presenta delle semplificazioni sui valori di soglia necessari per innescare per esempio il "neurone". In generale però, il comportamento del LegoBot è impressionante se si considera che il robot non è programmato con nessuna istruzione. Tutto ciò che ha è una rete di collegamenti che simula quelli nel cervello di un verme.

Stupefacente!!

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