La prima mano robotica, made in Italy.

La mano robotica La mano robotica Credits by: focustech.it
Un’innovazione del tutto italiana, una mano stampata in 3D. Sono le protesi low cost stampate in 3D, il nostro futuro e questo è solo un punto di partenza.
La collaborazione tra l Istituto Italiano di Tecnologia (Ilt) e Inail ha reso possibile la nascita e la presentazione a Roma di questa protesi, la prima mano artificiale made in Italy.
Sarà pronta per l’uso nel 2017, ed è una mano poliarticolata e polifunzionale, che ha già superato i primi test sull’uomo. Il primo paziente che l’ha sperimentata ha avuto un’amputazione a quindici anni e ora ne ha sessanta.
Il primo prototipo in grado di riprodurre l’85% delle attività di una vera mano. La mano robotica è robusta e leggera, pesa meno di mezzo chilo ed è creata con materiale plastico con alcune componenti metalliche.
Il paziente sarà in grado di muovere la mano grazie a dei sensori che ricevono i segnali dei muscoli dell’avambraccio. Il dispositivo si può utilizzare sull’ arto amputato, senza l’uso di tecniche invasive.

Il presidente dell’Inail, Massimo De Felice, e il presidente del Iit, Gabriele Galateri già nel 2013 avevano firmato un accordo per dar vita ad una collaborazione scientifica nell’ambito delle tecnologie robotiche, in cui faceva parte il progetto della mano artificiale, che ha portato un costo all’incirca di 11 milioni di euro.
Roberto Cingolani, direttore scientifico dell Iit ha affermato che siamo i primi ad aver creato una protesi così semplice da utilizzare e con costi bassi, all'incirca qualche migliaia di euro.

La stampa 3D rafforza sempre di più le capacità e le possibilità degli operatori del mondo sanitario.
Ad Emma una bambina di due anni affetta da arthrogryposis multipla, che non poteva muovere le braccia, i ricercatori hanno stampato in 3D un esoscheletro personalizzato  con componenti piccoli e leggeri, in grado di garantirle la possibilità di giocare, mangiare da sola e disegnare.



Stampare farmaci personalizzati a seconda delle proprio esigenze anche questo sta diventando possibile.
I ricercatori della University of Central Lancashire (UCLan) a Preston nel Regno Unito stanno sperimentando un nuovo modo rivoluzionario per creare farmaci personalizzati a basso costo utilizzando la stampante 3D.
Il team che collabora in questo progetto sostiene che la tecnica in fase di sperimentazione, oggetto di continui test, utilizza una stampante in grado di replicare i farmaci già disponibili nel settore sanitario, ma soprattutto in grado di rispondere all’esigenze dei pazienti.
Dall’ esoscheletro, alla mano bionica ,ai farmaci, ma non è finita qui.
Nei prossimi due anni vedremo l’arrivo di nuove tecnologie sanitarie già in fase di pre-industrializzazione, in grado di dare una possibilità in più ai pazienti.

 

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