Intelligenza artificiale: tra paura e scoperta: ecco "Ex Machina"!

AVA in "Ex MAchina" AVA in "Ex MAchina" Credits by: blastr.com
La paura che, un giorno non troppo lontano, le macchine pensanti ci sopraffaranno, è insita nel genere umano. Per esprimere questo paranoico pensiero, spesso si usano come strumento i film. Un nuovo lungometraggio dal titolo "Ex machina" ci fa entrare in un mondo dominato dalla tecnologia, tra paura e sentimento.

Il film "Ex Machina" è diretto dal regista  Alex Garland (al debutto) e parla dell'incredibile storia tra Caleb (Domhnall Gleeson) e AVA (Alicia Vikander). Il primo è un programmatore che ha visto un concorso per poter trascorrere alcuni giorni nella tenuta invernale dell'amministratore delegato, Nathan (Oscar Isaac), dell'azienda dove lavora, il secondo è un inquietante robot senziente dal volto umano.

La pellicola riporta sotto i riflettori l'angoscia e la preoccupazione umana per l'avanzare della AI (intelligenza artificiale) condita però da sentimenti impensabili. Isaac verrà risucchiato da AVA, la quale, anche se presenta solo mani, piedi e volto da donna e tutto il resto del suo corpo è di ferro, risulta essere affascinante e angelica. In realtà Caleb,come scienziato, è colpito dall'incredibile livello di AI che AVA porta in dote con una coscienza che è paragonata a quella degli umani.

Il personaggio più inquietante è, ovviamente, AVA. Questo robot pensante e senziente capisce che Caleb è invaghito di lei e per molte scene del film AVA seduce realmente Caleb. Già, proprio la seduzione: uno dei comportamenti più umani che ci possa essere. In un mondo dove i robot sono alla pari con gli esseri umani tutto può succedere e il freddo acciaio che riveste il corpo di AVA si tramuta, agli occhi di Caleb, in calda pelle umana.

Abbandonando la trama del film, dovremmo fare una riflessione più ampia su come il progresso tecnologico possa realmente essere un pericolo per la razza umana. 

Se l'AI venisse usata in modo corretto, sarebbe una risorsa davvero fondamentale. Dove l'umano non riesce arriva la macchina. Dagli ospedali alla burocrazia statale, tutto potrebbe essere gestito in modo migliore e più oculato. Dall'altra parte la freddezza di un robot potrebbe essere un arma a doppio taglio con il cinismo che questa caratteristica intrinseca potrebbe arrecare.

In molti film AI è sinonimo della fine dell'umanità. Molto spesso, infatti, questa si schiude nella coscienza umana che viene trapiantata nel robot per superare la morte. Molti illustri esponenti dell'HI-Tech hanno parlato proprio in questi termini di AI come  Wozniak, il co-fondatore di Apple, che mette in guardia dicendo "Come potremmo fermare computer più intelligenti di noi? E’ spaventoso".

Chiudiamo con una considerazione sul film. Il titolo è già una sentenza a favore della macchina che, con in dote anche le caratteristiche umane, rimane superiore ai protagonisti gestendo tutto in maniera razionale ma anche curiosa. Il Deux ex Machina nell'antica Grecia era il meccanismo scenico per cui una macchina portava effetti speciali sulla scena o un personaggio risolveva inaspettatamente l'intreccio della narrazione. Insomma AVA che essa sia vista come macchina o come donna, sarà comunque l'elemento che deciderà le sorti della narrazione, col la curiosità umana ma anche con la freddezza tipica dei robot...
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