Green Brain Project: il drone con il cervello...di un ape!

Il drone con il cervello di ape Il drone con il cervello di ape Credits by: tomshw.it
L'impegno congiunto dell'Università di Sheffield e dell'University del Sussex ha creato un drone molto particolare: è il primo velivolo realizzato con un'intelligenza artificiale basata su un cervello di un ape!

Di solito i droni non sono altro che velivoli comandabili da remoto ma in questo caso, il risultato della ricerca è molto diverso. Si tratta di un drone con un suo cervello (o intelligenza artificiale per essere corretti), ed è stato creato prendendo spunto dalle api. Un pò come succedeva per il lego-robot che possedeva il cervello di un verme, anche in questo caso è stato parzialmente ricreato il cervello dell'ape in modo tale da poter rendere autonomo il drone nelle fasi di volo, senza ausilio di un input umano.

Il cervello delle api contiene "solo" 960.000 neuroni mentre il cervello umano supera i 100 milioni. Questo dettaglio ha evidentemente facilitato la creazione di una partizione grossolana di cervello delle api da miele. I ricercatori, però, sottolineano l'importanza di questa ricerca e ci fanno capire la complessità di un cervello come quello delle api da miele. James Marshall, professore di biologia teorica e computazionale nonché capo del progetto, dichiara: "Le api hanno abilità di navigazione enormi, e sono in grado di imparare e seguire percorsi fino a circa sette miglia" inoltre sottolinea l'importanza della ricerca: "...e se potessimo ricreare anche una frazione delle loro abilità in un sistema robotico avremmo fatto un eccezionale passo avanti".

Il risultato è, di fatto, molto importante. I dati bio-robotici sono stati trapiantati in un piccolo drone quadcorter che, grazie alle informazioni derivanti dall'abbozzo di cervello dell'ape, rende autonomo il volo. Non solo, questo piccolo drone, grazie alla sua AI, ha sviluppato un "olfatto" che gli fa distinguere gli odori e una vista che gli permette di evitare gli ostacoli. La prova è stata effettuata su di un muro a scacchi dove il drone si è orientato in maniera perfetta.
Rispetto al LEGO robot, dove sono stati mappati "solo" 302 neuroni, si è fatto un passo in avanti incredibile mappando gran parte dei 960.000 neuroni del piccolo insetto.

Una ricerca del genere porta con sé diversi vantaggi: intanto ci fa approfondire, l'apparentemente semplice cervello dell'ape. In realtà, questo è estremamente complesso e capirne tutti i meccanismi potrebbe essere di grande aiuto nella creazione di nuovi sistemi di AI.

Il secondo scopo di questa ricerca è, purtroppo necessaria. La popolazione mondiale di api è in costante declino, e l'impollinazione dei fiori rischia di subire gravi ripercussioni. Molti scienziati, come il team di James Marshall, stanno cercando, a piccoli passi, di ricreare dei veri e propri robot api che, oltre ad imitare i comportamenti come il drone qui analizzato, impollineranno anche i fiori così da salvaguardare i nostri ecosistemi. Ad Harvard sono già pronti i primi robobee impollinatori, chissà che gli sforzi di James Marshall e della sua squadra possano essere di aiuto anche in questo progetto.

Infine, studi di questo genere pongono le basi per il passo successivo: ricreare un cervello umano funzionante ed impiantarlo in una macchina, o almeno tentare di farlo.
Ecco un video che ci fa capire meglio gli incredibili risultati ottenuti.



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