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Foto di bassa qualità al buio? I nano terremoti potrebbero aiutare

Nano-terremoti per i sensori degli smartphone Nano-terremoti per i sensori degli smartphone Credits by articoli.softonic.it
Gli smartphone moderni hanno fatto passi da gigante per quello che riguarda i sensori delle fotocamere. Sempre più megapixel, però, non è sempre sinonimo di qualità elevata. Infatti, molto spesso, anche sensori potentissimi, si devono arrendere alla scarsa illuminzzione dell'ambiente o a punti di luce artificiali. Be, la soluzione sembra essere..un nano-terremoto.

La scoperta è stata fatta dai ricercatori del Royal Melbourne Institute of Technology (RMIT). Questi scienziati Australiani hanno trovato un modo per migliorare l'esposizione alla luce dei sensori delle moderne fotocamere degli smartphone: i nano-terremoti.

Per nano-terremoto si intende una piccola onda sonora superficiale capace di modificare le proprietà fotosensibili di un determinato materiale (come ad esempio il grafene).
Il nano-terremoto, se controllato e direzionato sulla superficie in oggetto, provocherà delle "increspature" tali da modificare le proprietà fotoelettriche del materiale, facendo si che una quantità più significativa di elettroni passi attraverso il conduttore.

I ricercatori del Royal Melbourne Institute of Technology (RMIT), studiando il fenomeno, hanno capito che il sistema funziona su materiali la cui superficie è 2D ossia più spessa di un singolo atomo (ne è un'esempio evidente il grafene).
Gli esperimenti sono stati condotti su un materiale fotosensibile, il disolfuro di molibdeno, e i ricercatori australiani hanno potuto apprezzare il fatto che questo materiale, esposto ad un nano-sista correttamente impostato sia per distanza che per intensità, aumentava la sua proprietà fotosensibile in base all'incremento dell'intensità del nano-sisma creato. Aumentando questa proprietà, il materiale produceva più luce.

Non è finita qui. Essendo composti da onde, i nano-sistmi non modificano la struttura cellulare dei materiali in maniera irreversibile. Infatti, finita l'esposizione al nano-sista, il materiale torna allo stato attuale. Questo è un elemento fondamentale sia per la facilità di utilizzo sia per le applicazioni pratiche.

Nano-sismi su smartphone: applicazioni pratiche

Un materiale che aumenta la sua possibilità di far entrare elettroni (e quindi luce) è utilissimo nel campo dei sensori fotografici. Il sensore di uno smartphone potrebbe giovare della possibilità di poter scattare foto in condizioni di scarsa luminosità, ottenendo comunque ottimi risultati. Inoltre, il sensore non si modificherebbe in maniera irreversibile, ma tornerebbe allo stato originale dopo l'esposizione.

Una tecnologia del genere sarebbe abbastanza sprecata solo per i sensori degli smartphone. Altre possibili applicazioni sono la creazione di celle solari ad altissima efficienza e smart windows che reagiscono all'esposizione al sole.

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